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Stupor - quadri dalla vita di Federico II di Svevia
di Grazia Napoli
Federico II di Svevia interpretato da Remo Girone, è protagonista dello spettacolo multimediale nel Castello di Kagopesole, che fu maniero di caccia in terra lucana e che - da anni - narra ai visitatori la storia del più lungimirante Imperatore medievale.
Ora lo spettacolo "Stupor", che richiama lo "stupor mundi" con cui i contemporanei definivano Federico II - arriva sul palcoscenico nella interpretazione della compagnia Opera Teatro" di Melfi, diretta dal regista Gianpiero Francese.
La prima: al Teatro Stabile di Potenza. Lo spettacolo è stato allestito nell'ambito delle manifestazioni per i primi 1.000 anni della fortificazione di Melfi.
Un incontro immaginario con un falco cieco - falchi con cui Federico faceva le sue battute di caccia anche qui in Basilicata nel maniero di Castel Lagopesole - da il via a monologhi e dialoghi, che indagano il cuore, la mente e le viscere di Federico II di Svevia.
L'attore Erminio Truncellito nei panni dell'Imperatore ne narra la straordinaria avventura umana e storica, strettamente legata anche alla nostra terra e alla sua vita nei castelli del Vulture, a Melfi e Lagopesole.
La drammaturgia è tratta da tre testi di Raffaele Nigro, scrittore, storico e giornalista Rai, originario di Melfi.
Il primo quadro si rifà al suo libro "Il custode del museo delle cere", in cui nonno e nipotino di fronte ad una statua dell'Imperatore, che si anima, ne ascoltano la storia, compresa quella privata del suo amore per Bianca Lancia, Madre di Costanza, Manfredi e Violante, i loro tre figli. La donna confesserà solo in punto di morte il suo grande amore per Federico.
E poi "Hoenstaufen", il libro su una delle due casate di Federico - l'altra casata è quella degli Altavilla - da cui è tratto il confronto con Pier delle Vigne, il logoteta che ha contribuito alla stesura delle Costituziones, che furono emanate proprio dal castello di Melfi.
Il terzo testo è tratto da "Il Santo e il leone" e aiuta a ricostruire l' incontro immaginario tra Federico e San Francesco, in un dialogo religioso tra profondo rispetto e accese schermaglie.
Tra un quadro e l'altro, le immagini e la danza di Federica Posca, accreditata danzatrice - anche in tv - accompagnano lo spettatore
Uno spettacolo di grande atmosfera. Un sottile velo sul proscenio aiuta la proiezione delle immagini, ma anche - e soprattutto - la costruzione di una scena intimista, onirica, lontana nel tempo, che rapisce lo spettatore.
Le parole, nella costruzione letteraria di un grande scrittore e nella forza recitativa degli attori fanno il resto insieme alla musica, ai colori, alla straordinarietà di questa vicenda
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